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Fri 6th October 2017

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Difficile scegliere un vino sullo scaffale del super

Negli ultimi 5 anni, dal 2007 al 2012, il numero di vini presenti a scaffale su tutti i formati di vendita è aumentato. L’impressione è che le dichiarazioni di razionalizzazione e semplificazione degli assortimenti orientate a semplificare l’offerta e facilitare la scelta siano rimaste solo sulla carta.

Al di là della intelligente e lodevole iniziativa innovativa di U2 di Unes – che senza falsi pudori o timori – usa il prezzo per farci capire quale vino ci serve, non sembra che si sia fatto molto per migliorare la leggibilità dello scaffale.

Nulla di male se gli scaffali delle enoteche di iper e super sono affollati(ssimi) di bottiglie se poi si vendono tutte. Ma l'impressione che si ricava dai dati di vendita e dalla polvere che si deposita su alcune di quelle bottiglie è che qualche cosa non stia funzionando per il verso giusto.

I dati di vendita consuntivi del 2011 e quelli relativi ai primi mesi dell’anno in corso continuano a descrivere uno scenario piatto e stanco. Certo: siamo in tempi di crisi, ma anche in un frangente come questo – anzi, soprattutto – non c’è nulla di peggio dell’immobilismo.

Lo abbiamo già notato più volte: gli assortimenti propongono spesso troppi vini senza un perché, troppe sovrapposizioni di prezzo e di tipologia.

Alla fine per vendere un po' di vino occorre sempre e solo ricorrere alle promozioni. Sempre più promozioni. Talmente tante che non si capisce più quale sia il prezzo giusto di un vino.

Ma chi si reca al super a comprare il vino non cerca sempre e solo il prezzo più basso. Si osservano spesso persone che trascorrono – invano – troppo tempo di fronte allo scaffale del vino in cerca di un orientamento e di un aiuto. Molti rinunciano e se ne vanno senza concludere l'acquisto. Quante occasioni perse! Quelle persone cercavano certamente convenienza – e non necessariamente prezzo basso –  ma anche chiarezza, aiuto e guida nell’orientarsi in un mondo, quello del vino, complesso e affascinante.

È dimostrato: se si spiega o si suggerisce – in modo semplice, corretto e credibile – il perché, siamo tutti disponibili a spendere di più se questo significa acquistare più qualità, benessere, salute, emozione e ottimismo. Il vino può giocare questo ruolo. Il vino può catturare tutte quelle persone – e sono tante e sempre di più – interessate a sovrainvestire in prodotti emozionali. L’analisi delle vendite di vino per fascia di prezzo ci mostra, infatti, la crescita delle fasce prezzo più alte.

Ne siamo sempre più convinti: il vino in GDO ha ancora molto spazio da prendere in tutte le direzioni e molto valore da dare. Un passo importante sarebbe anche quello verso una vera razionalizzazione degli assortimenti.

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