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Fri 6th October 2017

Inizia nel fine settimana uno dei più interessanti eventi milanesi del #vino. Noi ci saremo, e ci saranno anche Cantine Colosi, Quintopasso, La Vis e Cesarini Sforza Spumanti! #bottiglieaperte2017 ... Vedi di piùVedi di meno

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Lo sfuso in gran spolvero se la proposta è di qualità!

In tempi di crisi torna la passione per il vino sfuso. A crederci sono sia produttori blasonati che retailer eco-chic: pensiamo ad esempio a Principe Pallavicini e Eataly. Da qualche settimana infatti a Eataly Roma si propone in vendita, sfuso, un ottimo Rosso Lazio igt della blasonatissima cantina Principe Pallavicini che pure è presente nell’assortimento di Eataly con nove fra i suoi migliori vini.

La scelta di sfidare i luoghi comuni che vogliono  la vendita del vino sfuso associata solo a vini scadenti, testimonia la capacità di una visione coraggiosa sia da parte della Cantina che dei responsabili del punto vendita. E in fondo si sa… il coraggio premia gli audaci e mai come in questi momenti difficili si ha bisogno di coraggio e di novità.

Ne abbiamo parlato con Barbara Pansa responsabile dell’Enoteca di Eataly di Roma, la quale ci spiega che l’interesse verso il vino sfuso coinvolge i clienti di età superiore a 40 anni e si concentra sugli uomini di circa 60 anni interessati a trovare un buon bicchiere di vino per tutti i giorni evitando costi inutili o accessori. “Cerchiamo di evidenziare il vantaggio di acquistare un ottimo prodotto al quale non viene corrisposto il costo "bottiglia", ovvero vetro, etichetta, capsula, tappo, cartone, trasporto e marketing, inoltre – continua Pansa –  puntiamo a sottolineare i concetti di responsabilità e di sostenibilità ai quali la nostra clientela, soprattutto nella fascia 30 – 40 anni, è molto sensibile: parliamo ad esempio del minor impatto ambientale della possibilità di riutilizzare la bottiglia…”. La clientela sembra apprezzare: “posso dire che le vendite sono di gran lunga superiori a quanto potessi immaginare. Lo sfuso ad oggi rappresenta una importante componente delle vendite di enoteca, con oltre 20.000 bottiglie riempite da fine giugno a fine novembre.”

Sono considerazioni e dati interessanti, soprattutto se si osserva come si tratti di un fenomeno diffuso: vediamo molte enoteche e vinerie, anche in piccoli centri, che si attrezzano per proporre ai propri clienti vino sfuso.

Crediamo sia interessante cogliere e cavalcare queste tendenze di mercato in un settore, quello del vino e dell’agroalimentare in generale, dove la frontiera dell’innovazione è sempre più sulla vendita e sulla modalità di offerta.

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