Vini Chiarli a sostenibilità certificata

Chiarli 1860 e Cleto Chiarli Tenute Agricole ottengono la certificazione VIVA del Ministero dell’Ambiente, che attesta la sostenibilità di filiera dalla vite al bicchiere.

“Bere bene” coincide da oggi con “bere sano e nel rispetto dell’ambiente” per chi sceglie i vini Cleto Chiarli Tenute Agricole e Chiarli 1860: le due aziende del gruppo Chiarli sono state infatti ufficialmente inserite tra le cantine italiane certificate VIVA, La Sostenibilità Nella Vitivinicoltura In Italia (www.viticolturasostenibile.org).

Promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, VIVA analizza e certifica le prestazioni di sostenibilità della filiera vite-vino attraverso l’analisi di quattro indicatori scientificamente riconosciuti e sviluppati sulla base di standard e normative internazionali: l’impronta climatica, l’impronta idrica, l’impatto della gestione agronomica e l’impatto socio-economico-culturale.

“Da sempre siamo impegnati a produrre nel massimo rispetto dell’ambiente, con il desiderio non soltanto di salvaguardare, ma di contribuire a valorizzare il nostro territorio, siamo quindi orgogliosi di far parte di questo progetto e di vedere ora il nostro impegno certificato e sostenuto dal Ministero” Anselmo Chiarli, amministratore delegato del gruppo Chiarli, commenta così l’adesione a VIVA delle due aziende di proprietà della famiglia, “siamo convinti che produrre in sintonia con l’ambiente diverrà sempre più un aspetto centrale e decisivo nelle scelte dei consumatori sempre più interessati a conoscere i dettagli dell’origine di un bene di consumo alimentare, della filiera produttiva e del suo impatto sui prodotti stessi, sull’ambiente, sul territorio, sulla salute”.  

Attraverso VIVA ogni fase del processo che conduce dal vigneto alla bottiglia viene sottoposta a un sistema di valutazione dell’impronta ambientale. I dati ottenuti, validati da parte di un ente terzo indipendente e riconosciuto, sono accessibili grazie all’etichetta VIVA posizionata sulla bottiglia, che ha il duplice scopo di informare i consumatori che quello che si apprestano a stappare è un ‘vino attento alla sostenibilità’ e rimandare con il suo QRcode a una pagina web contenente informazioni dettagliate del prodotto, del percorso compiuto dall’azienda, dei risultati conseguiti.

I primi due vini Cleto Chiarli che hanno ottenuto la certificazione del Ministero sono Villa Cialdini Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc e Villa Cialdini Pignoletto Doc Brut Millesimato. A questi si aggiunge il Baluardo Chiarli 1860, Grasparossa di Castelvetro Doc Abboccato. Tutti questi prodotti sono facilmente rintracciabili sui migliori scaffali della grande distribuzione italiana.

Il gruppo Chiarli è la più antica realtà vinicola dell’Emilia, un polo di eccellenza della produzione emiliana capace di coniugare la più alta ricerca qualitativa e la produzione di quantità importanti, riuscendo a conquistare sia i massimi riconoscimenti della critica enologica, che posizioni di assoluta leadership produttiva e di vendita. La produzione Chiarli trova oggi espressione in tre diverse realtà, ciascuna con una vocazione ben precisa: Chiarli 1860 che dà il nome ai vini di qualità di più ampia distribuzione, Cleto Chiarli Tenute Agricole che raccoglie i vini di massimo pregio e prodotti in quantità più contenute, QUINTOPASSO Metodo Classico, per la produzione di Spumanti di qualità con l’utilizzo di vitigni particolarmente vocati del territorio.

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