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Fri 6th October 2017

Inizia nel fine settimana uno dei più interessanti eventi milanesi del #vino. Noi ci saremo, e ci saranno anche Cantine Colosi, Quintopasso, La Vis e Cesarini Sforza Spumanti! #bottiglieaperte2017 ... Vedi di piùVedi di meno

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Vino in Gdo

Non si vende tutto ovunque: ogni area, grande o piccola che sia, va conosciuta nelle sue peculiarità e nella sua vocazione.

Consideriamo quattro importanti regioni come Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio: esse  realizzano in GDO complessivamente il 62% delle vendite di vino a valore ed il 63% di quelle a unità, ma la sola Lombardia pesa per oltre il 32% delle vendite nazionali calcolate in unità (bottiglie, magnum, brik, bag in box) e distacca le altre tre regioni citate di oltre 20 punti (fonte: Simphony IRI).

Il primato lombardo non sorprende e può essere spiegato da vari fattori come, ad esempio, la elevata e capillare diffusione nella regione di molte insegne di grande distribuzione e la maggiore abitudine all’acquisto di vino presso il supermercato. E’ però interessante notare come la Lombardia registri un peso nelle vendite a volume maggiore rispetto al peso che ha nelle vendite a valore: si direbbe cioè un mercato più orientato alla convenienza ed alle fasce prezzo più basse, così come anche l’Emilia Romagna, al contrario invece di Toscana e Lazio che risultano più orientate alle categorie di prezzo più alte, premium, mostrando un peso a valore maggiore rispetto al loro peso a volume. Perché?

Le differenze in termini di diverso peso tra vendite a volume e a valore trovano in parte una spiegazione nelle abitudini di consumo. Lombardia, Emilia Romagna e Toscana sono  accomunate dalla preferenza per i vini locali, fenomeno che si traduce però in risultati di mercato ben diversi. Infatti in Lombardia ed Emilia prevalgono gli acquisti di barbera, bonarda, lambrusco, vini cioè caratterizzati da un costo basso o medio basso, in Toscana sappiamo bene che i vini locali hanno un prezzo medio  decisamente superiore. Nel Lazio invece, pur essendoci un certo consumo di vini locali, prevale la tendenza all’acquisto di vini di altre provenienze, sia di altre regioni italiane che esteri, in parte di fasce di prezzo medio basse, ma prevalentemente di posizionamento premium e superpremium.

Oltre a questo anche la diversa vocazione turistica dei territori che stiamo analizzando ha il suo peso, differenza che si evidenzia ancor più confrontando Milano e Roma, le due grandi città che polarizzano le tendenze di queste due macro aree nel consumo di vino. Un dato peraltro in sintonia con quanto emerso da una nostra indagine sul comportamento di scelta dei vini presso enoteche e ristoranti di Milano e Roma che, anche in questo canale di vendita tradizionale, ben evidenziava un prezzo medio di acquisto significativamente più alto a Roma rispetto a Milano.

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